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E-Commerce: Italia in ritardo

L’e-commerce è in continua crescita. Si sta affermando come un canale necessario per le imprese, aprendo nuove possibilità in chiave export. Malgrado questi fattori positivi l’Italia è ultima in quasi tutte le classifiche.

«Le imprese italiane che vendono online sono solo il 4% del totale, la media europea è del 15%. L’accesso alla banda larga rimane carente e la copertura finanziaria per gli investimenti necessari sono ancora un interrogativo non risolto», sottolinea Roberto Liscia, Presidente del commercio elettronico Netcomm in occasione di un incontro alla Camera dei Deputati.

Stando agli ultimi dati rilasciati da Netcomm nel 2014, il commercio elettronico si è attestato a un valore di 13,3 miliardi di euro, con una crescita annua del 17%, mentre l’export è aumentato del 24% a 2,5 miliardi.

In Italia l’e-commerce rappresenta solo il 3% del retail complessivo, a fronte del 12% di paesi come Francia, Germania e Usa.

Il made in Italy potrebbe facilmente trovare sbocchi in questi mercati, visto  l’andamento del fatturato complessivo (+20% all’anno negli ultimi anni) e stimato oltre i 13 miliardi di euro per il 2014, congiuntamente all’impennata del numero di acquirenti online italiani che sono passati in tre anni da 9 a 16 milioni.

«Stiamo, finalmente, assistendo a un forte interesse delle imprese, in particolare del Made in Italy e della grande distribuzione, che si sono rese conto delle grandi opportunità che il digitale può offrire in un momento in cui i fattori recessivi stanno mettendo in discussione i modelli di business e di vendita tradizionali », conclude il Presidente Liscia.

Dati: Ansa

E-Commerce: Italia in ritardo ultima modifica: 2015-02-21T10:37:37+00:00 da Piesseweb

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